Acquapendente

Acquapendente

Città sulla via Francigena

Acquapendente nasce sulla via Francigena nel IX secolo, risalgono infatti a questo periodo i primi documenti scritti. Sebbene un insediamento fosse già presente sul territorio è proprio grazie a questa importante via di comunicazione che nasce il primo agglomerato “urbano” che si dispone attorno alla Pieve di Santa Vittoria: “vico ARISA”, a cui l’Associazione deve il nome.

L’ubicazione sull’importante strada medioevale fece sviluppare ben presto il piccolo borgo, che nel 964 ospitò l’imperatore Ottone I il quale risiedette in Acquapendente siglandovi alcuni Trattati di pace. Con la donazione, da parte di Matilde di Canossa, di tutti i suoi beni alla chiesa, Acquapendente entra a far parte del patrimonio di San Pietro ed è posta sotto la Diocesi di Orvieto.

La Leggenda

La leggenda racconta che Matilde, madre dell’imperatore Ottone I, verso la metà del X secolo, fosse diretta a Roma dove avrebbe voluto erigere una basilica dedicata al Santo Sepolcro. Durante il viaggio, accade che i muli che la accompagnavano, una volta giunti ad Acquapendente, non vollero più ripartire; la regina, interpretando l’evento come un chiaro segno, decise allora di costruire nel luogo dove i muli si erano fermati, La Basilica Del Santo Sepolcro. Consacrata nel 1149 da Papa Eugenio III, la struttura era caratterizzata originariamente da forme romaniche ed ha poi subito nel corso del tempo diverse trasformazioni fino ad arrivare all’attuale architettura, risalente al XVIII secolo.

La Via Francigena

La Cripta del Santo Sepolcro occupa lo spazio sottostante e al centro, una doppia scalinata scavata nella roccia, permette di raggiungere l’edicola che riproduce nelle forme, l’originario Santo Sepolcro di Gerusalemme che rappresenta la copia più antica esistente in Europa. Proprio per questo motivo, Acquapendente è la “Gerusalemme di Europa” meta di pellegrinaggio e non più una semplice tappa.

La Via Francigena sviluppa nel tempo due tracciati urbani, uno in uso nell’alto medioevo e un altro a partire dal XII secolo, che gradualmente andrà a sostituire il più antico e sul quale sorge la maggior parte degli edifici più importanti di Acquapendente. Il substrato cittadino è fortemente influenzato dalla tradizione spirituale dei pellegrini che, nel corso dei secoli, hanno percorso e percorrono le sue vie nel cammino che li conduce alla tomba di Pietro.

Il Miracolo

La tradizione storica riporta un evento molto importante per le vicende urbane della Città che risale al periodo delle lotte tra Papato e Impero; si tratta del “miracolo Madonna del Fiore” datato 1166, a seguito del quale gli aquesiani si sarebbero ribellati dal gioco del tiranno governatore di Federico I Barbarossa. Secondo la tradizione, la vittoriosa rivolta scaturì da un evento straordinario che due contadini annunciarono al popolo di Acquapendente. Questi, lavorando nei campi fuori della porta allora di Santa Vittoria, stavano discutendo della congiura che il popolo preparava contro il tiranno. Uno dei due si diceva
fiducioso, mentre l’altro, diffidente indicando un albero secco esclamò: ”È più facile che quel ciliegio per un miracolo della Madonna fiorisca, piuttosto che i nostri cittadini riescano a liberarsi dal tiranno”. Il ciliegio fiorì!

Fu il segnale della protezione della Madonna. Il popolo insorse e cacciò il dominatore. A ricordo della sospirata liberazione, la comunità decretò di fare una grande festa, ogni metà maggio. 

I Pugnaloni

Dopo oltre 850 anni dalla sua origine, la festa di Mezzo Maggio in onore della Madonna del Fiore si celebra ogni anno e il tema della antica liberazione è ricordato, la terza domenica di maggio, nei Pugnaloni che, pur con modi e gli stimoli del XXI secolo, vogliono rappresentare la libertà vittoriosa su ogni oppressione. I giovani aquesiani, artisti del miracolo, la terza domenica di maggio continuano a far parlare quel ciliegio fiorito: foglie, cortecce e fiori traducono le speranze dell’uomo di oggi in policrome e monumentali immagini impresse da mani esperte su imponenti pannelli. Nella festa dei Pugnaloni, storia, fede e folklore si fondono per dare vita ad una festa che è festa di popolo; un senso di gioia pervade, nel maggio aquesiano, l’animo di tutti: credenti e non credenti, praticanti o meno; la Festa della Madonna del Fiore è la festa dell’aquesiano: senza aggettivi. 
.

La nostra storia

Vico Arisa

La chiesa di Santa Vittoria ricordata come Pieve del “vico Arisa” ospita nell’abside, in posizione elevata, la statua lignea della Madonna del fiore realizzata da Giovanni Bulgarini. La tradizione vuole che sia stata costruita con il legno del ciliegio ”miracoloso“.